Violenza di genere: casistiche in aumento, ma è più forte la presenza della società affianco alle vittime.

Violenza di genere: casistiche in aumento, ma è più forte la presenza della società affianco alle vittime.

TG RAI 3 Sardegna (Clicca per vedere): Inchiesta Violenza Donne

“La battaglia contro la violenza di genere vive in questi anni un momento di crescente difficoltà, di fronte al quale occorre mettere a servizio competenze e risorse per la costruzione sinergica di un’ampia coesione sociale, culturale e politica che risponda sistematicamente e preventivamente ad un crimine fra i più brutali e incontrollati che colpiscono la dignità e il diritto alla vita delle donne. Lo scenario intorno al quale ci muoviamo in questi anni è per molti aspetti accostabile a quello di un campo di guerra dove ogni giorno cadono vittime e feriti“.

Sono le parole della Presidente dell’Associazione Progetto Donna Ceteris, la Dott.ssa Silvana Maniscalco: realtà attiva sul territorio della Provincia di Cagliari da oltre dieci anni, mediante campagne di sensibilizzazione, informazione e assistenza delle vittime di violenza e stalking. Dal 2011 operativa anche come Centro Antiviolenza del Plus Quartu, Sinnai, Maracalagonis, Burcei, Serdiana, Donori, Dollianova, Soleminis, Provincia di Cagliari e Asl 8 – Distretto Quartu Parteolla.

“Il Centro Antiviolenza di Cagliari – ha spiegato la Presidente Maniscalco – ha riscontrato lo scorso anno una curva casistica che va letta in termini di emergenza e con una chiara postura di intervento”.

DATI:

• Nel corso dell’annualità 2012, infatti, sono stati registrati dal Centro Antiviolenza di Cagliari (mediante le chiamate giunte al numero verde 1522), ben 154 contatti, di cui 86 presi in carico (42 con sostegno psicologico e 44 con sostegno legale). La fascia di età riscontrata con più frequenza è stata quella compresa fra i 31/40 anni (35 i casi), segue quella fra i 51/60 anni (28 casi), e fra i 41/50 anni (27 casi). Solo un contatto, invece, al di sotto dei 18 anni. Infine, 13 casi fra i 20/30 anni, e 6 oltre i 75 anni. La maggior parte delle fattispecie riguarda donne coniugate (32); 23 i casi di donne conviventi, 9 quelli di donne separate, e solo 4 i contatti di donne divorziate. Per lo più, casalinghe (39), lavoratrici occasionali (29) e disoccupate (15).

• La tipologia di violenza maggiormente rilevata è stata quella psicologica (58 casi), a seguire quella fisica (40 casi), quella economica (12 casi), e quella sessuale (5 casi). Per una nazionalità disegnata prevalentemente in 150 donne italiane e 4 straniere.

• Attori della violenza principalmente coniugi (32), conviventi (23), familiari (13), conoscenti (5), compresi soprattutto nella fascia di età fra i 31/40 anni.


• Allarmante, invece, il dato del primo trimestre del 2013, dove sono stati segnalati già ben 100 contatti. Un numero che prospetta un largo superamento delle casistiche rispetto al 2013, dove il dato complessivo si attestava ai 154 contatti.

Per la dott.ssa Maniscalco è, questo, da una parte, “un chiaro segnale di casistiche in aumento“, ma dall’altra parte anche l’indice di “una crescente propensione alla denuncia da parte delle vittime di violenza, un risultato che nasce dal forte impegno che, come Centro Antiviolenza, stiamo investendo nella comunicazione delle nostre campagne e nei nostri presidi sul territorio, affiancati da uno Stato e da una rete sociale più forte e più partecipe: un sistema capace di rompere quella crosta di silenzio che per troppo tempo ha celato tragedie e violenze invisibili”.

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